Ultimamente, nell’orbita di calciomercato della Lazio hanno cominciato a girare nomi strani, che suonano anche un po’ eccessivi. Un po’ tanto eccessivi: Robben, Ramires, Fabregas, chissà che domani non spunti – perché è questo il termine che si usa, “spuntare“, come i funghi – uno Xavi o un Drogba. Tra i tanti, ecco un nome che però stuzzica davvero la fantasia laziale: è quello di André Schurrle. Nei ricordi di tanti perché parte di una golden generation tedesca al fianco di Mario Gotze e Marco Reus, Schurrle è uno di quei profili che intriga parecchio e per diversi motivi. Eccone qualcuno.
-
Talento in caduta libera
La parabola della carriera di Schurrle è in continua discesa. Dopo un’abbagliante esplosione con la maglia del Mainz, la sua luce ha continuato a brillare al Bayer Leverkusen e inizialmente anche con il Chelsea, per poi affievolirsi al Wolfsburg e infine al Borussia Dortmund, dove neanche ritrovare un ambiente in teoria a lui congeniale gli ha giovato. Il bottino dell’ultima stagione recita 26 presenze tra campionato e coppe varie, farcite di soli 2 gol e 6 assist: poco, troppo poco per un giocatore che in passato ha messo in mostra più volte una corsa devastante e una innata propensione a servire i compagni e a rientrare sul destro per concludere a giro, solitamente in rete. E infatti la corsa, sua caratteristica principale, è un indice del suo momento di difficoltà: al Leverkusen arrivava a viaggiare sui 34,8 km/h, lo scorso anno arrivava solo a 33,4. Che una cura biancoceleste possa fargli ritrovare la serenità perduta?
2. Campione del Mondo al fianco di Klose
Che tra italiani e tedeschi non ci sia particolare simpatia calcistica è un dato di fatto. Ma sfidiamo qualunque laziale a non scoppiare a piangere al pensiero di Miroslav Klose con la maglia bandiera addosso, che a 36 anni suonati corre come un ragazzino e segna valanghe di gol. Nella spedizione Mondiale del 2014, che consegnò definitivamente alla leggenda Re Miro, non solo era presente anche Schurrle, ma fu anche tra i protagonisti più sfavillanti. Ecco, magari il ragazzo ha imparato qualche trucco dal maestro, come l’importanza della crioterapia.
3. Schurrle nelle mani di Inzaghi
Abbiamo visto il mister della Lazio prendere ottimi giocatori decaduti e trasformarli in oro puro: Immobile, Leiva, Luis Alberto, Caicedo. Ok, forse non Caicedo, ma gli altri sì. E Schurrle corrisponde perfettamente al profilo che Inzaghi sarebbe in grado di rilanciare alla grande: una promessa che non ha più trovato costanza di rendimento. Un potenziale craque nelle mani del tecnico biancoceleste, che potrebbe far vivere a Schurrle una seconda giovinezza.
4. Posizione nello scacchiere
Schurrle è un’ala. O almeno, come tale nasce. Può ricoprire il ruolo di esterno a sinistra, ma la fascia è già bella piena: Lukaku, Lulic, Durmisi. Dove lo impiegherebbe Inzaghi? Potrebbe reinventare seconda punta anche lui, sulla falsa riga di quanto fatto con Felipe Anderson e Keita? O potrebbe esserci spazio per alternative tattiche diverse, permettendo al giocatore del Borussia di esprimersi nel ruolo a lui più congeniale? Sicuramente non sarebbe stato male vedere un attacco composto da Schurrle a sinistra, Felipe Anderson a destra e Immobile in mezzo. Ma Ciro si trova a proprio agio nell’attacco a 2, Luis Alberto non può essere escluso e Felipetto è ormai un ricordo che va sbiadendosi. Chissà allora come verrebbe impiegato Schurrle con l’aquila sul petto.
5. Questo video con Leitner
C’è poco da spiegare qui. Schurrle ha condiviso lo spogliatoio con uno dei personaggi più iconici della storia della Lazio, e stavolta non si parla di un Klose qualunque ma di Moritz Leitner. I due, gomito a gomito, si sono anche prestati ad eventi in cui erano impegnati a prendere a pallonate negli occhi delle tigri. Vedere per credere.
