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I 5 gol più belli del 2017

La fine dell’anno si avvicina, calorica e inesorabile come ogni fine dell’anno che si rispetti. Sono i giorni degli auguri scambiati distrattamente con gente a caso, le ore felici passate a casa tra un panettone e un film natalizio in sottofondo, i momenti morti tra un banchetto romano (che fa bene al cuore ma male a tutto il resto) e cenoni impegnativi con tombole alle quali partecipiamo già rassegnati. Insomma, è giunto il tempo dei bilanci. Le bilance no, quelle possono ancora aspettare un po’.

Per la Lazio il 2017 è stato un anno intenso, spettacolare, discusso, gioioso, rabbioso, trionfante, elegante. A riguardarlo adesso sembra che non ci siamo fermati un attimo: una rapida sequenza di diapositive piene di colori sgargianti, una serie tv avvincente dalla struttura ben delineata e continui cliffhanger, un festival di musica rock vissuto con scuri occhiali da sole, bionde alla spina in una mano e altre bionde intorno.

E allora, prima di tuffarci in questo nostro 118° pieni di speranza, ansie e lazialità, salutiamolo questo 2017. Con questi gol, 5 perché 10 sono troppi (e poi top five fa più figo), i più belli e basta senza altre sovrastrutture. Scelti a insindacabile giudizio di una redazione che – invece di festeggiare proprio come state facendo voi in questo momento – si è messa a riguardare tutte, ma proprio tutte, le partite di questi 12 mesi e a selezionare tra tutti, ma proprio tutti, i gol messi a segno dalla banda Inzaghi. Questo è quanto: per contestazioni/segnalazioni/altro rivolgersi al Codacons. O brindare (anche) alla nostra salute.

 

5) Immobile vs Vitesse, 14/09/2017: Il Biliardo

Ciro Immobile in questo 2017 ha segnato con una regolarità e una varietà impressionanti. Nella prima parte della stagione in corso aveva praticamente l’argento vivo addosso e infatti la buttava dentro anche quando non voleva. Anche quando l’Uomo deputato a finalizzare, per una sera almeno, era un altro. Quello Grosso.

 

La bellezza di questa azione è tutta nella sua coralità sincronizzata. Nel passaggio filtrante di Milinkovic, lama affilata nel burro caldo. E poi nella sponda di tacco di Caicedo, insospettabile cioccolatino piovuto dal cielo. Che poi è stato raccolto, scartato e depositato all’angolino dal biondo 17. Il Vitesse c’aveva provato pure, ma non era pronto a usare stecca e gessetto a na certa.

4) Luis Alberto vs Vitesse, 23/11/2017: Il Bacio della Morte

Se vi state chiedendo se questa classifica prevede solamente gol segnati contro il Vitesse (4 tra andata e ritorno), la risposta è: “la divisa da Ape Maia evidentemente ci ispira tantissimo, ma no”. Se invece vi state chiedendo quanto Luis Alberto c’è in questa classifica, la risposta è: “mai abbastanza”.

 

Perché questo gol è bellissimo: il cross dalla destra di Basta prende una traiettoria ad uscire e spiove rapido dall’alto all’ingresso dell’area di rigore. Luis Alberto segue con lo sguardo la parabola del pallone, effettua dei passettini di preparazione, si coordina con il corpo e lascia partire un tiro al volo di collo interno che si insacca nell’angolino basso tra palo e guantone del portiere. Perché questo gol è speciale: il cross dalla destra di cui sopra è di Basta con la fascia di capitano al braccio. Un biondo naturale che serve un biondo ossigenato. (Only love reactions)

Intermezzo bonus

Murgia vs Fiorentina, 13/05/2017: Premio Platini

Nel dicembre del 1985 Michel Platini segnò contro l’Argentinos Junior uno dei più bei gol della sua carriera. Ma fu annullato. Quindi il premio Platini è per il gol inutile più bello. Vogliamo tutti un sacco di bene ad Alessandro Murgia, il ragazzo di reti pesanti se ne intende ci pare di ricordare. Il fatto è che qui a Laziocrazia siamo strani abbastanza da volerlo premiare per un gol che probabilmente fra qualche anno nemmeno lui ricorderà più.

Come far sì che una sconfitta indolore a Firenze di fine stagione venga ricordata con un tocco di piacere? Semplice, semplice è bello (anche se inutile)

Sono i primi segnali luminosi di Luis Alberto a tracciare la strada interna lungo la quale corre il giovincello. Il quale chiude l’azione in diagonale aperta dall’assist in profondità dello spagnolo con un colpo di testa in lob a scavalcare il portiere viola. Un gesto tanto pulito quanto contro-intuitivo che mette insieme perfettamente classe, istinto e atletismo.

3) Luis Alberto vs Atalanta, 17/12/2017: La Piramide

L’intensità estetica di Atalanta-Lazio 3 a 3 è un ricordo troppo fresco per poter essere ignorato. Emozioni, rimonte, occasioni facili mancate e gol difficili segnati, Milinkocrazia dilagante, sprazzi di Felipe. E alla fine questo:

 

Questo gol è un po’ il manifesto della Lazio 2017. La creatura di Inzaghi si è distinta per organizzazione di gioco, produzione offensiva, spirito di gruppo e lampi di puro talento. La triangolazione rapida orchestrata in un batter di ciglia da Anderson, Caicedo e Luis Alberto è sinfonia di un tramonto settembrino su una distesa di spiaggia dorata con la spuma marina che ti bagna i piedi nudi. Anche a Bergamo, in una gelida notte di inverno.

2) Keita vs Torino, 13/03/2017: La Stella Cadente

Ci sono modi e modi per sbloccare partite tirate contro squadre ostiche come il Toro. Keita Baldé Diao, che tutto era fuorché banale, ha scelto questo:

 

Per la serie: il colpo del singolo che ti fa vincere le partite. Il fu 14 laziale riceve palla da sinistra, si volta su se stesso fronte porta con un movimento elegante accarezzando la sfera con entrambi i piedi, conta i passi, piega il busto in avanti e prende la mira. Parabola a giro arcuato sul secondo palo, imparabile. Perché lì dove Hart non può arrivare, dove nessuno può arrivare, ci arriva l’immaginazione di Keita.

1) Luis Alberto vs Sassuolo, 01/10/2017: La Benedetta

Lazio-Sassuolo è finita 6-1. Una passeggiata tennistica, potrebbe pensare qualcuno col senno del poi. Ma chi ha visto sa. Sa che il primo tempo stava per finire 0-1 e che loro – dopo il rigore segnato da Berardi – avevano avuto altre occasioni per raddoppiare. Ma chi c’era quel giorno ha visto. Un bagliore all’improvviso, e nulla è stato più uguale.

Ne abbiamo viste punizioni belle noi laziali. Abbiamo avuto la fortuna di assistere alle prodezze balistiche di Mihajlovic, il più grande di tutti in materia. Veron ci ha fatto stropicciare gli occhi in un assolato pomeriggio di derby con una parabola tricolore. Maurito Zarate ci ha fatto esplodere il cuore dai 20 metri. Ma questa…

…questa di Luis Alberto ha il sapore unico della differenza. Interno destro sotto l’incrocio dei pali da posizione decentrata ideale per un mancino (o per un cross in mezzo, vero Consigli?). E quando tutti noi speravamo al massimo in un’anonima incornata di un centrale di difesa qualsiasi…WOW. Cercavamo i binari della normalità, abbiamo trovato il sentiero della meraviglia. Signore e signori, ecco a voi Luis Alberto. E questo è il gol più bello dell’anno.

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