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5 alternative in attacco a Ciro Immobile

Ottantanove. Sono i gol con cui la Lazio chiude la Serie A 2017/2018, miglior attacco davanti alla Juve di Allegri e al Sarrismo made in Napoli. È sufficiente questo dato per far riaffiorare alla mente la spettacolare macchina da gol creata da Inzaghi la scorsa stagione. Ventinove sono invece le reti di Ciro Immobile (in 33 presenze di campionato), capocannoniere ex aequo con Icardi.

Di cui uno così. E scusate se è poco.

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Peccato che leggere queste statistiche oggi ci faccia scendere più di qualche lacrimuccia. Prendete tutto ciò che avete letto nel primo paragrafo e scordatevelo, non fatevi troppo del male. La Lazio di quest’anno è tornata nel passato pre rivoluzione industriale. Da macchina seminatrice di gol oggi non siamo altro che un carretto tirato da ogni tanto da Immobile, comunque non sempre in formissima (ma che te sei magnato Cirù), e a turno da qualche volenteroso centrocampista.

Un po’ triste, no?

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Attualmente siamo il nono attacco della Serie A, sotto tra le altre anche a Sampdoria, Sassuolo e Fiorentina. Adesso, noi non vorremmo accusare nessuno, ma non avremmo esagerato nel chiedere a Inzaghi di lavorare sulla difesa? In fondo non abbiamo dei centrali proprio ferratissimi in materia. Tant’è che nonostante in allenamento si sia probabilmente trascurata la fase offensiva, a questo punto della stagione, lo scorso anno, avevamo incassato le stesse reti (25). Segnando però ventisei (ventisei!) gol in più.

Ok, ora la smettiamo di tediarvi con i numeri. Promesso.

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C’è un evidente problema di sterilità offensiva. Ormai sono lontani i tempi di Luis Alberto e Milinkovic in doppia cifra, Immobile è rimasto l’unico bomber e bisogna inventarsi qualcosa. Ecco perchè abbiamo in mente 5 alternative a Ciruzzo per tornare a segnare:

Felipe Caicedo

“Da grossi poteri derivano grosse responsabilità”. Noi ce la ricordiamo così la famosa citazione di Ben Parker. Abbiamo un grosso problema, quindi la prima soluzione che ci viene in mente è sfoderare l’uomo grosso. Ci sembra logico. El Panteròn è l’unica punta di riserva che ci è rimasta, allora sfruttiamola a pieno. Quello che abbiamo capito è che da solo in attacco si senta più isolato di Tom Hanks in Cast Away, potremmo dunque schierarlo in coppia con Immobile. Un esperimento già provato e accantonato col ritorno a pieno regime di Luis Alberto. Non potrà garantire 3 gol a partita, ma almeno spaventerà qualche avversario gracilino.

Joaquìn Correa

El Tucu è l’uomo in più della Lazio. Non vi diremo quanti gol ha segnato, sia per non deprimervi e sia perchè ve lo avevamo promesso, basta numeri (l’avete voluto voi, cos’è adesso vi rimangiate la parola? Ok, ok. Cinque gol in 24 partite, contenti?). In realtà quello dell’argentino è uno score non malaccio, considerando che non sia un attaccante vero e proprio. Avvicinarlo ad Immobile potrebbe essere la soluzione a molti grattacapi.

Almeno la finalizzazione dai tempi di Genova è un po’ migliorata.

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Pedro Neto

L’eroe di cui abbiamo bisogno. Finalmente anche Inzaghi sembra essersi accorto del baby portoghese che, dopo l’esordio in coppa contro il Novara, ha giocato anche i suoi primi minuti in Serie A contro la Juventus. Poi che non si sia minimamente visto è un altro discorso, per questa volta possiamo perdonarlo.

Dalla prossima però siamo sicuri che bucherà a raffica le reti di tutta Italia, come esterno d’attacco destro (con Immobile punta centrale e Correa sull’altro lato) lo vediamo già rientrare e segnare a giro col sinistro. Uno Zarate dal piede mancino.

Avete ragione, Maurito esteticamente assomiglia più a Correa. Ma a noi questo paragone piace da impazzire.

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@oficialmaurozarate 🇦🇷⚪️🔵

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Bastos Quissanga

La scorsa stagione 6 gol, come Caicedo. In difesa non è che faccia sognare. Sul Laziocrazia Clan è visto come un giocatore polivalente, tanto da far nascere il movimento BBT (Brigata Bastos Terzino). Sappiamo tutti che secondo Agatha Christie “tre indizi fanno una prova” e noi non siamo nessuno per contraddirla. Bastos può essere la sorpresa da provare nel momento della disperazione, ma che poi potrà rivelarsi una mossa azzeccata. Noi ci crediamo.

Brigata Bastos Attaccante (BBA). Per alcuni avrai sbagliato mestiere, per Laziocrazia solo il ruolo.

I fratelli Inzaghi

Per ogni cosa esiste un’ultima spiaggia e per ogni uomo una seconda occasione. Filippo Inzaghi è stato appena esonerato dal Bologna dopo uno 0-4 contro il Frosinone. Non ce ne voglia SuperPippo, ma forse fare l’allenatore non gli si addice più di tanto. A 45 anni e col fisico ancora asciutto, tempo un paio di mesi e potrà tornare a pieno regime in attacco. In fondo non gli si chiede di macinare km, solo di buttarla dentro, cosa che ha sempre saputo fare benissimo.

Simone dal canto suo sarebbe ben felice di poter allenare suo fratello e, perchè no, scendere in campo qualche volta al suo fianco. Magari nei minuti finali, sull’orlo dell’ennesima sconfitta in un big match.

Da quella partita insieme in Nazionale sono passati quasi 19 anni, potrebbero scrivere nuovamente la storia.

E magari portare qualche gol alla Lazio, grazie.

Articolo a cura di Francesco Mattogno

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