In questa prima parte della stagione Bartolomeu Jacinto Quissanga, per gli amici Bastos (perché “oh Jacì” non suona proprio benissimo), grazie alla partenza di Hoedt e all’infortunio di Wallace ha trovato un posto da titolare, scendendo in campo 9 volte e trovando anche tre gol (per fare un confronto, l’anno scorso il centrale angolano ha giocato in tutto 14 partite, senza mai segnare).
In questa Lazio che viaggia a ritmi impressionanti, oltre all’attacco e al centrocampo ci fa fomentare anche la difesa: spesso vediamo gli attaccanti avversari volare via grazie alle finte di de Vrij (chiedere al povero Farias) ma soprattutto per le delicatissime spallate di Bastos, a cui è dedicata questa lista di 10 cose che il numero 15 biancoceleste sposterebbe senza problemi.
1) IL SETTORE OSPITI DEL VIGORITO
Sulle ali dell’entusiasmo di questo inizio di stagione da urlo per la squadra di Inzaghi, il possente centrale angolano avrebbe potuto decidere di agevolare la trasferta ai tifosi della Lazio prendendo a spallate il settore ospiti dello stadio del Benevento, tanto chi se ne sarebbe accorto?
Si potrebbe addirittura mettere su un business di “trasferte a domicilio” in giro per l’Italia, giusto per trovare qualcosa da fare all’ex Rostov quando tornerà Wallace.
2) CASA QUISSANGA
-Signora Bastos: “Amore, non ti sei stancato di vedere sempre lo stesso panorama dal balcone? Perché non traslochiamo?”
-Jacinto: “Ci penso io! Dove la sposto?”
Perché pagare qualcuno per portare i mobili in un’altra casa quando puoi spostare la casa a spallate?
3) IL MONDIALE IN RUSSIA
L’Angola di Bastos non è riuscita a strappare il pass per i Mondiali del prossimo anno: purtroppo gli angolani sono abituati a non poter tifare i propri beniamini in questa manifestazione, avendo partecipato finora soltanto nel 2006.
Non sarebbe un pensiero carino verso la sua gente se il nostro Bartolomeu spostasse il Mondiale 2018 in Angola? Ma certo che sì.
Perciò di corsa in Russia a spostare stadi, alberghi delle nazionali, piazze, ristoranti, ambasciatori, delegati Fifa ecc. ecc., che con due spallate volano tutti a Luanda, capitale dell’Angola e città natale del caro Bastos.
Certo, ci sarebbe il problema di tutto il materiale già preparato con su scritto Russia2018, ma con due pennarelli e un po’ di buona volontà si risolve tutto.
4) LA MACCHINA DI LUKAKU
Ci hanno detto che il nostro caro Jordan alla guida è un vero disastro.
Tra multe e patenti ritirate, pare che al terzino belga sia capitato anche di rimanere senza benzina: nessun problema, due minuti e arriva l’amico Bastos, che con una spallata fa volare la macchina fino al benzinaio più vicino (se riesce a dosare bene il colpo, altrimenti tocca prendere l’aereo).
Quindi occhio la prossima volta che vedete una stella cadente, potrebbe essere soltanto un SUV che prende il volo.
5) UN ARMADIO IKEA
Perché perdere tempo a montare un mobile impacchettato quando puoi dare una spallata a quello in esposizione e ritrovartelo già a casa?
Fare acquisti è molto più facile se ti chiami Bartolomeu Jacinto Quissanga.
6) IL FIGLIO
Chi ha visto la partita contro il Cagliari in televisione avrà notato un siparietto curioso: durante la solita inquadratura dei due tecnici prima del calcio d’inizio, si è visto per un attimo un bambino con la maglietta della Lazio dimenarsi a terra con due steward che cercavano di portarlo via.
Quel bambino era il (tenerissimo) figlio di Bastos ed era tra i bambini che scendono in campo insieme ai giocatori: al momento di tornare in tribuna si è aggrappato alla panchina di Inzaghi e non ne voleva sapere di andarsene, finché si è calmato e tutto si è concluso al meglio.
Ecco, se noi fossimo figli a Bartolomeu vivremmo con il terrore di volare a Tonga con una spallata da un momento all’altro.
7) LO STADIO OLIMPICO
Sono anni che si parla di uno stadio di proprietà per la Lazio, con Lotito intenzionato a sfruttare alcuni suoi terreni privati.
Ma è davvero necessario costruire uno stadio da zero quando hai Bastos in squadra?
Basta una spallata ben assestata che l’Olimpico vola via, atterra dove deve, ed ecco che la Lazio ha il suo Stadio delle Aquile (quasi) nuovo di zecca.
#SPOSTAMOSTOSTADIO
8) IL COLOSSEO
Pensate un attimo a chi non vive a Roma: purtroppo, per la legge dei grandi numeri, non tutti hanno/avranno la fortuna di visitare la Capitale e quindi non hanno la possibilità di ammirare opere meravigliose, come per esempio il Colosseo.
E se la Lazio, che in quanto ad iniziative per il sociale si sta muovendo tantissimo, decidesse di sfruttare lo strapotere fisico di Bastos per far vedere il Colosseo a quanta più gente possibile?
Si potrebbe iniziare con un tour del Lazio per aumentare piano piano le tappe e coinvolgere tutta Italia, anche se sicuramente partiranno le critiche di una certa parte della stampa per questi voli improvvisi del Colosseo, che potrebbero causare danni e bla bla bla.
9) LA PORTA DELLA LAZIO
Anche se Strakosha si sta dimostrando un ottimo portiere, quando il buon Bastos vede partire tiri particolarmente angolati potrebbe benissimo correre verso la propria porta e dare una spallata al palo.
Siamo sicuri che sarebbe un’ottima tattica difensiva.
10) LE PARTITE ALL’ORA DI PRANZO
In Angola è molto sentita l’usanza di pranzare dalla nonna la domenica, con il rituale del pranzo domenicale che (specialmente nel Sud del paese) può durare anche ore.
Capite benissimo che questa cosa di giocare a mezzogiorno e mezza (come avvenuto contro il Benevento) non è stata presa benissimo dal buon Bartolomeu, che non vuole assolutamente sentire ragioni.
Bisogna spostare queste partite a tutti i costi: ancora una volta calma ragazzi, ci pensa Bastos con una spallata.

Tra i punti, sacrosanti, appena elencati, avrei pensato di trovare anche:
– Gli equilibri del Milan
– L’Equatore verso il basso, così da poterci riappropriare dell’inverno
– Luis Alberto, che poverino sulla mediana non è contento
Bob sei assunto, benvenuto in redazione